SLITTAMENTO ELEZIONI REGIONALI: A VERBA VOLANT FUOCO INCROCIATO CONTRO FRATTURA. DA LAURA VENITTELLI APPELLO ALL’UNITà DEL CENTROSINISTRA SENZA LA RIPROPOSIZIONE DEL GOVERNATORE USCENTE - Molise Web giornale online molisano
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giovedì, 11 gennaio 2018
Slittamento elezioni regionali: a Verba Volant fuoco incrociato contro Frattura. Da Laura Venittelli appello all’unità del centrosinistra senza la riproposizione del governatore uscente
Una prima puntata del 2018 di Verba Volant ricca di colpi di scena e non poteva essere altrimenti, visto l’infuocarsi del dibattito politico dopo  la clamorosa conferenza stampa tenuta lunedì scorso a Palazzo Vitale dal Governatore Paolo Frattura, conferenza con la quale è stato di fatto sancito lo slittamento del voto per le elezioni regionali dal 4 Marzo alla data presumibile del 22 Aprile 2018. Uno spostamento di due mesi oltre la durata del mandato del consiglio regionale eletto nel 2013 che ha scatenato polemiche trasversali all’indirizzo del governatore, ormai sempre più isolato dai suoi ex alleati.
E così nello studio di Moliseweb il confronto tra gli ospiti, Massimiliano Scarabeo e Laura Venittelli per il Partito Democratico, Giacomo Lombardi per Coscienza Civica e Patrizia Manzo portavoce del Movimento Cinque Stelle, è partito proprio dalle dichiarazioni di Frattura. Le parole più dure sono arrivate dal capogruppo del PD in consiglio regionale Scarabeo, il quale ha accusato il governatore di voler prendere tempo e impedire ai molisani di tornare a votare. Un vero e proprio abuso di potere secondo l’esponente venafrano del PD che, in relazione al paventato annuncio di Frattura di voler tornare in consiglio regionale per modificare la legge elettorale e in merito all’ipotesi di abbassamento della soglia di sbarramento dal 10 all’8% per le coalizioni, ha affermato: “non c’è necessità di alcuna modifica della legge tanto meno in relazione alla soglia di sbarramento, tenuto conto – ha spiegato Scarabeo – che in altre due regioni come la Toscana e la Sardegna esiste una quota di sbarramento anche superiore rispetto a quella adottata dal Molise. Così come il governo nazionale non ha osservato le leggi regionali di Toscana e Sardegna non osserverà né impugnerà neppure la legge elettorale del Molise”.
Dunque le giustificazioni di Frattura, secondo quanto dichiarato da Scarabeo, non reggono. Dello stesso parere l’esponente dei 5Stelle Patrizia Manzo, la quale ha fatto presente che sul tema del rinvio delle elezioni regionali sono stati informati anche i portavoce nazionali del movimento. “In Molise si sta verificando una anomalia inaccettabile . secondo il parere della Manzo - che comporterà un  evitabile aggravio di spesa per le casse già tartassate della Regione Molise”. Il coordinatore regionale di Coscienza Civica Giacomo Lombardi ha accusato Frattura di aver preso nuovamente in giro i molisani. “Dopo aver approvato una legge elettorale regionale a scadenza di mandato, Frattura adesso si accorge di aver commesso un errore” - ha dichiarato i primo cittadino di Roccamandolfi. Distante rispetto alle tre posizioni è stato l’intervento della deputata dem Laura Venittelli. “Se il governatore Frattura – ha asserito la parlamentare termolese – ha paventato la possibilità di impugnativa della legge elettorale regionale, non ho motivo di non credergli. Resto però convinta – ha continuato Venittelli – che sia un errore strategico non consentire ai cittadini molisani di votare il 4 Marzo, in concomitanza con le elezioni politiche”. Sull’ipotesi che dietro questa operazione di Frattura possa celarsi il tentativo di rimescolare le carte in vista della composizione degli schieramenti, provando a ricucire un’alleanza con l’Europarlamentare Patriciello,
Venittelli è stata chiara: “non esistono né i tempi tecnici e neppure la possibilità di un’alleanza regionale PD – Forza Italia dopo le elezioni politiche, qualsiasi sia il risultato che verrà fuori dalle urne nazionali il 4 Marzo. Venittelli ha poi dichiarato che il centrosinistra dovrà correre unito con un candidato presidente in grado di fare sintesi. Porte chiuse dunque alla ricandidatura di Frattura nel segno dell’obiettivo unità  con la coalizione dell’Ulivo 2.0. Nella seconda parte della trasmissione, dopo  una analisi delle  problematicità che interessano il tessuto sociale, economico e occupazionale italiano, si è parlato di programmi. Scarabeo ha bocciato le scelte politiche del governatore e dall’assessore regionale alle attività produttive Carlo Veneziale. In relazione all’area di crisi complessa il consigliere regionale venafrano ha dichiarato di non essere contrario allo strumento dell'area di crisi complessa nel distretto industriale che va da Campochiaro-Bojano a Venafro-Pozzilli. Scarabeo ha però precisato che "al momento le misure messe in campo dal governo regionale nell'ambito di tale opportunità sono insufficienti, considerata anche l'esiguità di opportunità relative all'incremento occupazionale atteso e necessario per ridare slancio al tessuto produttivo del territorio. Inoltre i tempi per l'esecuzione delle opere previste sono lunghi, a causa del peso eccessivo della burocrazia".
Proprio in riferimento all'area di crisi complessa, Venittelli ha rivendicato la conquista ottenuta con la risoluzione parlamentare che porta la sua firma. La deputata dem ha ammesso infine che da parte del PD ci sono stati degli errori nella non adeguata comunicazione delle cose fatte dal governo a guida PD in questi anni, che hanno finito per creare un evidente malcontento tra i giovani.  Patrizia Manzo ha invece focalizzato l’attenzione sulle priorità del Movimento Cinque Stelle in Molise: rilancio del territorio attraverso una maggiore attenzione ai settore della cultura, del turismo sostenibile, della green economy e dell’innovazione digitale. “Solo così – ha affermato l’esponente 5Stelle – riusciremo ad arrestare la fuga crescente dei giovani dalla regione e restituire una speranza di futuro per i piccoli borghi delle aree interne. Sulle difficoltà legate all’assenza di sostegno della Regione alle politiche del turismo si è concentrato il primo cittadino di Roccamandolfi, che ha lamentato l’assenza di una legge regionale quadro su turismo e la cronica mancanza, riscontrata in questi anni, di assessori regionali con deleghe al lavoro e al turismo. Si è parlato in conclusione anche dell’istituzione con legge dello Stato del Parco Nazionale del Matese e sul punto Lombardi è stato chiaro: “per noi può rappresentare una opportunità solo se si deciderà di far nascere il parco dal basso. Sarebbe sbagliato calare decisioni dall’alto che finirebbero per esautorare il ruolo e le funzioni amministrative esercitate dalle comunità locali.
 
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