PARADOSSO ITALIANO: DIPLOMATI MAGISTRALI LADRI DI CATTEDRE. E LA FEDELI? OGGI LO SCIOPERO DEGLI INSEGNANTI - Molise Web giornale online molisano
domenica, 07 gennaio 2018
Paradosso italiano: diplomati magistrali ladri di cattedre. E la Fedeli? Oggi lo sciopero degli insegnanti
Non si arresta la polemica sui diplomati magistrali. Ebbene, per Natale, hanno ricevuto come regalo la decisione dell’Adunanza Plenaria che li esclude dalle Graduatorie a Esaurimento (Gae), vedendo così sfumare dopo anni di essere immessi in ruolo. Una decisione che ha suscitato sdegno e come reazione, tra le molte innescate, è lo sciopero di oggi, 8 gennaio. E l’ipotesi che nei giorni scorsi è andata sempre più ad avvalorarsi è che ci sarà un blocco degli scrutini. Per la prima volta, molto probabilmente, anche i genitori si trovano dalla parte degli insegnanti. Il mondo politico in tutto questo non ha mai tutelato i diplomati magistrali e solo ora, in vista delle elezioni il prossimo 4 marzo, si è creato un minimo di attenzione.  

La grande beffa delle graduatorie dei precari                                                                                                                                                                                        

Nella scuola dell’infanzia serviranno ancora 41 anni per svuotare le graduatorie ad esaurimento. E 14 anni nella scuola primaria. Le “graduatorie ad esaurimento” furono istituite nel 2007 per porre fine alle “graduatorie permanenti”, arrivate a contenere, di sanatoria in sanatoria, 799 mila unità. Nel 2007 l’allora ministro dell’istruzione Fioroni dichiarò che le GAE sarebbero state svuotate in 5 anni (2012). La Gelmini nel 2010 ipotizzò la chiusura in “6 o 7 anni” (2016-2017). Nel 2014 Matteo Renzi assicurò che entro un anno (2015) tutti gli iscritti sarebbero stati assunti. Nel 2016 il ministro Giannini ammise: “è necessaria una fase transitoria per arrivare alla loro soppressione definitiva”. E' possibile scaricare il dossier qui.

Cosa è accaduto a dicembre

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha pubblicato il 20 dicembre 2017, la sentenza definitiva smentendo se stesso e negando il diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 all’inserimento nelle Gae. Nell’immediato la sentenza vedrebbe il depennamento di tutti gli iscritti con riserva nelle graduatorie provinciali delle Gae per la scuola dell’infanzia (circa 30 mila) e per la scuola primaria (altri 30 mila circa). Il depennamento comporterebbe anche la cancellazione dalla prima fascia delle graduatorie per le supplenze di quelli, tra loro, che ne avevano chiesto l’iscrizione. Verrebbero retrocessi in seconda fascia tra gli abilitati. un effetto retroattivo che in prima istanza, e non è detto che ciò sia reso realtà, potrebbe esserci l’annullamento del contratto a tempo indeterminato con perdita immediata del posto, in quanto proprio il requisito di iscritto in Gae era condizione sine qua non per l’assunzione. Analogamente, gli iscritti in prima fascia per la graduatoria di supplenze, se assunti con contratto a tempo determinato rischiano concretamente di perdere la supplenza se in seconda fascia vi sono iscritti con maggior punteggio. 
 
Legge di stabilità 2018: il contentino per i diplomati magistrali

All’ultimo momento, tra gli emendamenti inseriti nella legge di stabilità 2018 attualmente in via di approvazione definitiva in Parlamento, è stata inserita una disposizione che ha tutto il sapore di un contentino per i vecchi diplomati magistrali, esclusi poche ore fa dalle graduatorie ad esaurimento. Ai diplomati magistrali ante 2001-02, illusi per un facile inserimento in Gae e delusi dalla sentenza del Consiglio di Stato, è stata offerta infatti la possibilità di riciclarsi come educatori professionali socio-pedagogici, una qualifica di recente istituzione destinata ad assumere un ruolo importante all’interno del sistema educativo italiano. I vecchi diplomati magistrali, se vorranno, potranno frequentare, a proprie spese, un corso intensivo di formazione presso le università, acquisendo una qualifica professionale che consentirà loro di partecipare ad appositi concorsi.

Una situazione a cui dare risposta e che coinvolge migliaia di insegnanti che potrebbero ritrovarsi senza lavoro. Un paradosso tutto italiano se si considera che il Ministro dell'Istruzione non ha alcun titolo per svolgere quel ruolo. Per quale motivo, quindi, chi ha acquisito un diritto dovrebbe vedersene privato? Una follia in attesa di soluzioni tempestive. 

lc

 

 

 

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