CULTURA&LEGALITà SECONDO APPUNTAMENTO AL LICEO ROMITA DI CAMPOBASSO - Molise Web giornale online molisano
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sabato, 16 dicembre 2017
Cultura&Legalità secondo appuntamento al Liceo Romita di Campobasso

Secondo appuntamento con l'iniziativa 'Cultura&Legalità', organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso in collaborazione con il giornalista e scrittore Paolo De Chiara e l'Associazione 'I Care'. L'evento, dal titolo 'Le mafie in Italia e in Molise... nessuno è escluso', questa volta ha coinvolto gli alunni  delle classi quarte del liceo scientifico 'Romita' del capoluogo che, attenti, hanno ascoltato e interagito con gli ospiti che sono intervenuti.

A moderare l'incontro la giornalista Manuela Garofalo che ha subito dato la parola alla Preside dell'Istituto, la professoressa Anna Gloria Carlini che, ringraziando l'amministrazione per aver coinvolto la scuola in questa iniziativa, ha sottolineato che questi momenti si incarnano in quella che è l'offerta formativa del liceo.

L'Assessore alla Cultura al Comune di Campobasso, Emma de Capoa ha commentato che promuovere queste iniziative nelle scuole significa sottolineare sempre di più il ruolo della cultura e della legalità, aspetti fondamentali per lo sviluppo della persona e poi rivolgendosi ai ragazzi ha detto che "lo spirito critico e la libertà di pensiero sono fondamentali per analizzare la società in cui viviamo".

Tra gli ospiti è intervenuta Palmina Giannino, testimone oculare e parente di vittime dei disastri ambientali di Venafro, che ha raccontato come si è trovata coinvolta, da testimone, nella questione dei rifiuti ambientali che da tempo coinvolge il territorio venafrano e che nel silenzio di tutti, comprese le istituzioni, ha trovato il coraggio per denunciare. "Ho visto e ho voluto raccontare e quando tutti mi dicevano che ero un eroe per quello che ho fatto ho detto che tutti averebbero dovuto farlo". Rivolgendosi ai giovani studenti poi ha continuato che "mafia, legalità ed ecologia sono tre parole che vanno insieme, se si vedono cose illegali - ha detto - si devono denunciare, io ho avuto il coraggio di farlo e se vedete qualcosa di illegale dovete dirlo".

In merito a questa situazione la signora Palmina ha spiegato che il comune di Venafro ha fatto molto poco e ancora si sta aspettando il registro dei tumori e delle malattie rare e ha concluso categorica "chi ha rubato la nostra aria deve pagare".

Tre anni fa dunque la testimone venafrana ha avuto il coraggio di smuovere una situazione che però dura da 30 anni e che coinvolge un territorio completamente inquinato, "un Molise nella mani della criminalità organizzata", queste le parole del giornalista e scrittore Paolo De Chiara che nel suo libro 'Il veleno del Molise - trent'anni di omertà sui rifiuti tossici' racconta come sono andati i fatti e parlando quindi della nostra regione dice che chi la definisce isola felice "vuole nascondere sotto il tappeto problematiche che non si vogliono risolvere. Ancora oggi si parla di ipotetico traffico di rifiuti tra Pozzilli e Sesto Campano, ma ci sono fatti concreti e non ipotesi e già nel 2010  un'interrogazione parlamentare parlava di vero cimitero di veleni e ancora prima nel 2004 in un'altra  si parlava dell'arresto di Antonio Caturano che scaricava rifiuti tossici in quella zona. Dobbiamo sempre tenere i riflettori accesi, - ha continuato - solo così andiamo a risolvere il problema".

Il giornalista ha sottolineato che è importante conoscere i fatti anche se molte volte su alcuni organi di informazione si leggono solo opinioni e i cittadini devono avere il coraggio di testimoniare ciò che di illegale vedono. "I giovani - ha continuato De Chiara - devono invertire la rotta, tutti devono decidere da che parte stare, se essere schivi o uomini liberi e per essere uomini liberi bisogna sapere, avere la conoscenza e avere sempre la testa alta, per cambiare lo stato delle cose non dobbiamo girare la testa dall'altra parte, ma dobbiamo entrare in campo e fare il cittadino". 

Il Tenente Colonnello dei Carabinieri Forestali di Isernia, Gianluca Grossi si è sempre occupato di ambiente e continua a occuparsi del problema delle ecomafie, "siamo una  specialità dell'Arma e ci occupiamo di proteggere l'ambiente e il nostro compito è quello, in caso di reati, di riferirlo alla magistratura. L'inquinamento ambientale - ha continuato - è qualcosa che riguarda ognuno di noi e nessuno può e deve sentirsi estraneo da questo. Ci vuole consapevolezza, l'inquinatore è un criminale e un ladro di futuro che compromette le generazioni future" e poi concludendo ha invitato i giovani a essere sempre impegnati e ha detto "ricordatevi che le strade corte non portano da nessuna parte, ma abbiate sempre fiducia,  coraggio e la forza di rialzarvi".

Un incontro dunque formativo e pieno di riflessioni per i giovani studenti che hanno seguito con attenzione e interesse i diversi interventi e racconti che riguardano il nostro territorio, una terra non immune da situazioni che a volte ci sembrano troppo lontane.

MI

 

 

 

 

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