PRESENTATO ALLA SCUOLA D' OVIDIO IL LIBRO "IL ROVO - UNA STORIA SPINOSA" - Molise Web giornale online molisano
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mercoledì, 13 dicembre 2017
Presentato alla scuola D' Ovidio il libro "Il Rovo - Una storia spinosa"

Proseguono gli incontri del cartellone di eventi Un Natale…coi fiocchi!, promosso dal comune di Campobasso.

Nella mattinata di oggi, mercoledì 13 dicembre, è stato il turno del libro Il Rovo - Una storia spinosa, presentato presso la scuola D' Ovidio del capoluogo.

Il testo, ha spiegato l' autore, Cristiano Spinelli, rappresenta

"un’ esortazione ad accogliere il ‘diverso’ e parla delle fragilità, alle quali, è necessario rapportarsi per capire fino in fondo la vita".

Il libro, infatti, nasce dal vedere una piccola creatura impotente, come può essere un neonato, in una situazione di estrema delicatezza

Questo libro mi è venuto in mente quando ho visto mio figlio in una culla termica nel reparto di terapia intensiva, avvolto da aghi e tubi. Sembrava un rovo. Vicino a quella culla dovevo essere attento a muovermi, proprio come bisogna muoversi con attenzione attorno a un rovo. Tuttavia, - ha proseguito - non basta farsi venire in mente un libro simile. La cosa fondamentale è la voglia di farlo. Quando mi sono buttato in quest’avventura, ero consapevole che un libro del genere non va spinto, ma va accompagnato. Io sono un illustratore e sono abituato a stare davanti a un foglio bianco, invece, un testo simile ti fa stare vicino a un pubblico”.

Un desiderio di produrre giunto grazie ad Agnese, interpretata nel libro dalla coccinella

“Un giorno – ha detto l' autore - la mamma di questa bambina disabile mi ha raccontato come la figlia non venisse mai invitata alle feste di compleanno dei compagni e come i genitori di quest’ultimi, pur essendo al corrente della situazione, non facessero nulla. È stato in quel momento che ho deciso di mettere in pratica la mia idea”.

Da ciò l' idea di rivolgere lo scritto anche a chi non è più un bambino

“Questo volume - ha spiegato, infatti, Spinelli- vuole essere quasi uno strumento per accompagnare i bambini a capire quali siano le fragilità e le diversità e a doverle rispettare perché sono una ricchezza. Oggi, - ha continuato – in una società sempre più individualista, ci viene insegnato a correre, a non aspettare nessuno. Io voglio, invece, dare un messaggio contrario. Credo che nella vita sia necessario aspettare e relazionarsi con le diversità, perché esse sono sempre una ricchezza per ognuno di noi”.

Che sia, dunque, un Natale dedicato alla riscoperta delle fragilità e delle diversità.

 

 

 


 

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