INVESTIMENTI PER LA CRESCITA CON IL IL PIANO JUNCKER: PRIMATO PER L'ITALIA - Molise Web giornale online molisano
ELENCO :: EUROPA
mercoledì, 06 dicembre 2017
Investimenti per la crescita con il Il Piano Juncker: primato per l'Italia

Articolo pubblicato nell'ambito del piano di azione annuale per il 2017 del Centro di informazione Europe Direct della Provincia di Campobasso e cofinanziato dall'Ue

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il 26 novembre 2014 ha presentato il famoso Piano Juncker per rilanciare la crescita economica senza produrre nuovo debito pubblico. Un piano da 315 miliardi di euro finali che vede tra le varie misure adottate, un posto particolare al finanziamento delle piccole e medie imprese europee, italiane comprese.

Cos’è il Piano Juncker

Il piano è stato concepito per la creazione di un nuovo fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI) e il coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti (BEI), istituzione che da circa 50 anni viene utilizzata dall’Unione per il finanziamento di progetti a lungo termine. EFSI ha avuto un capitale iniziale di 21 miliardi di euro (per ora solo 13 effettivi): 5 miliardi di euro saranno forniti dalla BEI, gli altri 16 miliardi proverranno dai fondi del bilancio UE. Di questi 16 miliardi, 8 saranno costituiti da risorse già stanziate e che dovranno essere ricollocate. La BEI utilizzerà questi 21 miliardi per emettere obbligazioni e raccogliere fondi sul mercato per un totale di 60 miliardi, con cui iniziare i finanziamenti dei progetti. Con questi 21 miliardi iniziali, posti a garanzia, l’obiettivo è generare tra il 2015 e il 2017 prestiti e poi investimenti per almeno 315 miliardi di euro.

Quali sono i progetti che possono essere finanziati

Le aree prioritarie sono trasporti, energia, ricerca e formazione. Sono considerati prioritari anche progetti che non hanno trovato altri finanziamenti convenzionali ma il cui modello di business ha senso perché presenta una dimensione europea. Dei 315 miliardi finali, 240 saranno destinati a progetti strategici, 75 a piccole e medie imprese.

La situazione in Italia dopo il primo anno di attuazione

I dati fanno emergere un importante successo per l'Italia che risulta essere in testa alla classifica dei Paesi che hanno beneficiato dell’introduzione del Piano Juncker, con investimenti attivati per un totale di 1,7 miliardi di euro, che hanno coinvolto in totale 29 disegni di investimento tra accordi di finanziamento a favore delle Piccole e Medie Imprese e piani strategici di lungo termine. Il sistema di garanzie del Piano ha prodotto quindi un afflusso di liquidità oltre ogni aspettativa, e in particolare le PMI hanno beneficiato di tale operazione attraverso la stipula di 21 intese a loro favore: le aziende beneficiarie, per la maggior parte imprese con difficoltà di accesso al credito bancario.

Piano Juncker Italia 2017

Anche il 2017 pone l'Italia in una posizione di primato rispetto agli altri Stati membri. Nonostante i tempi spesso biblici della macchina statale, e con amministrazioni non sempre in grado di accedere ai fondi europei, la penisola è il Paese europeo che più ha attinto alle risorse del piano Juncker. Cosa vuol dire?  Si prevede così il rilancio della crescita economica mobilitando investimenti per 315 miliardi dal 2015 al 2018, senza produrre altro debito pubblico. In una situazione di instabilità economica questi dati fanno, invece, emergere la capacità e volontà di voler invertire rotta e colloca l'Unione europea in un'ottica diversa da quella che gli euroscetticisti paventano da tempo. 

 

 

 

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