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ELENCO :: CRONACA
venerdì, 10 novembre 2017
Libertà di stampa, esprimere solidarietà non basta più

Giorni di attenzione per Daniele Piervincenzi, giornalista di Nemo, la trasmissione di Rai 2, che mentre stava intervistando Roberto Spada, membro della nota famiglia criminale di Ostia, sull’appoggio che quest’ultimo ha dato a Luca Marsella, candidato di CasaPound alle elezioni per il X municipio è stato colpito con una violentissima testata, rompendogli il setto nasale. Poi lo ha inseguito, insultandolo e colpendo ripetutamente con un bastone. Si sono così scatenati comunicati stampa da ogni dove per esprimere la più totale solidarietà.

Sarebbe questa la strada da percorrere nel mondo dell’informazione? Siamo sinceri, con le manifestazioni di solidarietà non è mai cambiato nulla. I giornalisti, e tutta la società, dovrebbero essere invece uniti alla provocazione lanciata dalla giornalista Amalia de Simone.

L'istituzione di un'aggravante per il reato di minacce e lesioni nei confronti del giornalista che sta esercitando la propria funzione (che vale la pena ricordarlo: è di interesse pubblico ed è garantito dalla Costituzione). Vediamo se qualcuno ha il coraggio di formalizzare la cosa visto che per esempio sulle querele temerarie si sta facendo orecchie da mercante. Ecco qua cosa succede ad un giornalista che fa le domande giuste alle persone giuste. C'è, dunque, qualche giurista disponibile a studiare e formulare un disegno di legge che preveda l'inserimento tra le circostanze aggravanti, quindi con procedibilità d'ufficio da parte dell'autorità giudiziaria (immediatamente senza la querela di parte) le lesioni o le minacce a danno del giornalista nell'esercizio della sua professione? C'è qualcuno disposto a studiare un disegno di legge che comprenda anche la disciplina delle querele temerarie e delle azioni civili temerarie? Una legge che includa anche una scriminante per la pubblicazione delle intercettazioni di "interesse pubblico" (non il gossip fine a se stesso ma quelle che anche se non hanno rilevanza penale definiscono una circostanza e un comportamento rilevante per la formazione dell'opinione pubblica)? Dopodiché c'è una classe politica pronta a sostenere queste iniziative per la libera informazione? E noi giornalisti siamo pronti a batterci, a stare insieme, a rivendicare diritti, a pretendere rispetto e tutele, a pretendere l'approvazione di una legge che renda meno difficile e più libera questa professione? E i cittadini sono pronti a stare al fianco dei giornalisti? Questi temi riguardano tutti, riguardano l'esercizio delle libertà e della democrazia. Altrimenti tutta l'indignazione di queste ore per i fatti di Ostia e per tante altre vicende resterà solo una triste e sterile liturgia.

E' questo che si dovrebbe rivendicare. Basta servi del potere. Si dovrebbe assistere, quotidianamente, a un'informazione non faziosa, corretta e non denigratoria. Questo, per ora, resta utopia fino a quando il massimo delle azioni saranno concentrate in soli comunicati stampa in segno di solidarietà. 

Lucrezia Cicchese

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