250 migranti a San Giuliano di Puglia, critico Donato D'Ambrosio "una scelta senza precedenti"

Tante promesse, ma tutto sembra inutile. I Comuni continuano ad essere sordi rispetto alle attese del ministero dell’Interno quando si tratta di accogliere i rifugiati. Il sistema Sprar (Servizio protezione per richiedenti asilo e rifugiati) non decolla come si sperava. Sono soltanto 1017 i Comuni - sui 7978 d’Italia - che hanno aderito e che garantiscono 31.400 posti. Se avessero aderito tutti i 7978 municipi, l’accoglienza si sarebbe ripartita sul territorio con il parametro di 2,5 ospiti per mille abitanti. Ma così non è. Le ultime stime dicono che sono 196 mila i migranti a cui in questo momento lo Stato dà vitto e alloggio: 30 mila nei centri dello Sprar, gestiti dai sindaci; i restanti 160 mila a carico delle prefetture. Una situazione che pone diversi interrogativi e che limita la vera integrazione dei migranti. 

Sulle aspettative disattese del ministero dell'Interno si colloca anche la vicenda dell'Hub di San Giuliano di Puglia. In una nota stampa dello scorso 27 ottobre, veniva evidenziato il risultato importante per la Regione Molise di accogliere, nel villaggio costruito nel 2002 dopo il terremoto, 250 migranti al fronte dei 500 annunciati qualche mese fa. "Sono risultati importanti - ha affermato Frattura - che ci mettono nella condizione di offrire piena ospitalità a persone che hanno bisogno di aiuto senza stravolgere gli equilibri delle nostre comunità".

Un'affermazione che non ha trovato riscontro nel Sindaco di Santa Croce di Magliano, Donato D'Ambrosio, che poche ore dopo l'inaugurazione della nuova ala della Neuromed ha dichiarato "che realtà ragazzi e che imprenditore. Neuromed una storia da raccontare, un’eccellenza in Molise, in Italia e in Europa. Il presidente Tajani ha parlato addirittura di turismo sanitario, improvvisamente rientri a casa, nel cuore del cratere e sei costretto a parlare di turismo dei migranti. I fondi del terremoto estesi da 14 comuni all’intero Molise, mentre il più grande centro di prima accoglienza concentrato nel cuore del cratere . In giro per il Molise hanno ricostruito case disabitate e plessi scolastici senza popolazione studentesca. Strutture nuove che possono essere tranquillamente destinate per un’accoglienza diffusa, fatta di piccoli numeri che consentono una corretta integrazione. Perché sperperare altri milioni di euro per ristrutturare un villaggio e certificare la morte di un territorio? Una scelta senza precedenti, che va oltre ogni logica di programmazione con il territorio, che va oltre la decisione unanime di alcuni consigli comunali che hanno deliberato in merito con un chiaro no a questo modello. Non nascondiamoci dietro l’accoglienza e la solidarietà da 3 anni a Santa Croce abbiamo un progetto Sprar".

Una situazione quindi non in linea con l'azione portata avanti dal ministero dell'Interno e che vede la Regione Molise non svolgere reali attività di sensibilizzazione e di informazione sulle possibilità che vengono garantite ai Comuni che aderiscono a un progetto Sprar.