FIDEIUSSIONE ITTIERRE, BOTTA E RISPOSTA TRA FRATTUTA E IORIO - Molise Web giornale online molisano
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domenica, 29 ottobre 2017
Fideiussione Ittierre, botta e risposta tra Frattuta e Iorio

Qualche giorno fa, lo scorso 25 ottobre, in una nota stampa il Governatore Frattura rendeva nota la decisione del Tribunale di Campobasso, il quale ha "dichiarato nulla la fideiussione concessa dalla Regione Molise nel 2011 per la nuova Ittierre dell’imprenditore Albisetti: la Regione non dovrà pagare nulla ai commissari straordinari. Abbiamo salvaguardato 12 milioni di risorse pubbliche: è una vittoria – fa notare Frattura – per tutta la nostra collettività. Un risultato ottenuto - sottolinea Frattura - all'intervento dell'avvocato Carmela Lalli.

La vicenda risale al 2011: l’amministrazione regionale in carica, targata Iorio, aveva rilasciato una fideiussione nell’interesse dell’imprenditore lombardo che aveva rilevato il complesso aziendale Ittierre di Pettoranello. La fideiussione era stata concessa con una apposita legge regionale, “a prima richiesta – evidenza il presidente Frattura – 12 milioni di euro che dovevano garantire i commissari dell’amministrazione straordinaria in caso di mancato pagamento da parte della nuova Ittierre del corrispettivo per l’acquisto dell’azienda. A fronte dell’inadempienza manifestata poi dall’acquirente, i commissari avevano avviato le pratiche per escutere la fideiussione. In sostanza, – spiega Frattura – il Ministero chiedeva alla Regione, a noi, con un decreto ingiuntivo il pagamento di 12 milioni”.

Il giorno seguente, 26 ottobre, non è tardata la risposta dell'ex governatore Michele Iorio che sottolinea l'atteggiamento avuto dai "sindacati, che tacciono ma la vicenda dei 12 milioni della fideiussione per consentire la chiusura della vertenza Ittierre con l’affidamento dell’impresa da parte dei commissari al dottor Bianchi fu richiesta dal Ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico e concordata con i sindacati nazionali del settore. Questo rese possibile la continuità dell’azienda. In occasione della crisi successiva all’epoca Bianchi, la fideiussione avrebbe permesso alla Regione di diventare interlocutore principale con il governo proprio perché ne richiedeva il pagamento. Il governo, che aveva avuto un ruolo determinante nella gestione del commissariamento, avrebbe dovuto assumersi la responsabilità del fallimento e avrebbe dovuto aiutare la regione a risolvere il concordato in continuità sia per la ricerca di un partner sia offrendo incentivi economici per l’intero settore tessile. In definitiva per effetto della fideiussione, che era garantita da beni immobili della Ittierre e dal trasferimento del pacchetto azionario, la regione diventava un interlocutore pubblico della vicenda aziendale e non semplice spettatore rispetto alla soluzione della crisi".

Iorio conclude affermando che "la strada intrapresa da Frattura, di tipo ragionieristico, ha contribuito a determinare il cimitero sociale e produttivo della filiera del tessile in Molise. Quanto è costata finora al Molise questa politica è facilmente intuibile ma Frattura, che sa fare i conti, potrebbe dirlo. Io assisto al pianto quotidiano di oltre 700 famiglie molisane terrorizzate ora dall’idea di perdere anche quella misera indennità degli ammortizzatori sociali. Evidentemente questo per Frattura non significa nulla, l’importante è che gioisca la sua consulente pagata a peso d’oro con soldi pubblici per assistere alla chiusura delle aziende e mandare i cittadini nella disperazione".

Sulle affermazioni di Michele Iorio è intervenuta anche Carmela Lalli specificando che "per dovere di chiarezza e per evitare che, in vicende così complesse, passino messaggi ed informazioni non corrette mi preme precisare che la fideiussione, che è una garanzia, non era fantomaticamente garantita, a sua volta, da immobili Ittierre o da pacchetti azionari. Ed allora, Presidente Iorio, – conclude il legale - il cimitero sociale non lo ha determinato Frattura bensì gli inadempienti imprenditori privati ai quali si è ritenuto di dare credito con i soldi dei contribuenti e la sottoscritta ed il ‘ragionier’ Frattura non gioiscono nel vedere chiuse le aziende bensì esprimono soddisfazione per avere evitato un illecito, prima ancora che inutile, enorme esborso di denaro pubblico per aziende ormai già chiuse da altri.”

Una vicenda che lascia solo una certezza: intere famiglie senza lavoro. 

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