ARRIVA A 67 ANNI L'ETà PENSIONABILE. DISASTRO ANNUNCIATO PER I GIOVANI - Molise Web giornale online molisano
ELENCO :: LAVORO
martedì, 24 ottobre 2017
Arriva a 67 anni l'età pensionabile. Disastro annunciato per i giovani
E' ufficiale, l'Istat ha infranto il sogno di molti italiani, molisani. L'aspettativa di vita a 65 anni si è allungata di cinque mesi in più rispetto al 2013, quindi si allunga l'età pensionabile. Infatti, confermate le stime presentate dall'Istituto e sulla base della riforma Fornero, dal 2019 la pensione di vecchiaia scatterà a 67 anni e non più a 66 anni e 7 mesi. Il Governo ha già dichiarato ufficialmente che non si prevedono sconti anche se la speranza, ultima a morire, resta quella di una diminuzione visti i dati del 2015 in cui era stato acclamato un calo dell'aspettativa di vita.
Cosa succede adesso?
Fino al 1 gennaio 2019 non ci saranno cambiamenti, si valuterà se dovranno essere fatti miglioramenti alle nuove regole annunciate. Ma sembrerebbe improbabile, dato che le pensioni sono fuori dall'attuale Legge di Bilancio. Lo scorso anno, infatti, erano state introdotte norme aggiuntive che andavano a garantire l'anticipo pensionistico. Uno riguarda la cosiddetta Ape rosa cioè la possibilità per le donne in condizioni disagiate di anticipare l'età pensionistica di 6 mesi per ogni figlio fino ad un tetto di due anni. L'altra norma è rivolta ai lavoratori a tempo determinato che si sarebbero ritrovano a 63 anni senza contratto. In sintesi, la certezza sembrerebbe che per andare in pensione in anticipo rispetto all'età di vecchiaia (l'ex pensione di anzianità contributiva) dal 2019 saranno necessari 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.
La questione resta molto complessa. Troppi i punti ancora da chiarire soprattutto per i giovani dati i livelli di disoccupazione sempre più alti.
"L'impatto sulle future generazioni sarà devastante - così ha affermato Luigi Russo della Cgil - che vede aumentare le carriere discontinue. Non esiste più il concetto di lavoro così come lo si poteva interpretare  fino a qualche anno fa. In uno scenario come quello attuale, una vita lavorativa non è sufficiente a garantire una pensione e che sia, soprattutto, dignitosa. Inoltre ogni tre anni ci sarà una rivalutazione dell'età pensionistica, quindi si allungherà sempre di più questo traguardo. Come Cgil - prosegue Russo -  abbiamo presentato una piattaforma al Governo proprio per scongiurare l'innalzamento dell’età pensionistica". Una difficoltà obiettiva del Paese, che vede giovani precari e con prospettive future non gratificanti. "La partita è ancora aperta, faremo sentire il nostro dissenso. La Cgil già da diversi mesi ha elaborato una proposta di legge che tende a salvaguardare le future pensioni. Infatti, si sta ragionando per la creazione della pensione di garanzia contributiva".
Cosa prevederà? "In primis sarà legata agli anni di contributi e all’età di uscita ed avrà l’obiettivo di garantire l’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori (o comunque per gli assunti dal 1996) con redditi bassi e discontinui, a carico della fiscalità generale. Un’integrazione al minimo come avviene per il retribuitivo, e l’ipotesi sarebbe quella di 650 euro mensili per chi ha 20 anni di contributi, che possono aumentare di 30 euro al mese per ogni anno in più fino a un massimo di mille euro". Oggi è stata segnata un'ulteriore condanna ai tanti giovani italiani. Un Governo insensibile al disastro annunciato. 
-lc-

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