CANDIDATO PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA,YANG LIAN CHIUDE I 5 INCONTRI DE "POIETIKA - INCONTRI INTERNAZIONALI DI POESIA" - Molise Web giornale online molisano
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venerdì, 20 ottobre 2017
Candidato Premio Nobel per la letteratura,Yang Lian chiude i 5 incontri de "Poietika - incontri internazionali di poesia"
Si sono conclusi ieri, in una sala gremita di persone, il ciclo di incontri della 1° edizione de “Poietika – Incontri internazionali di poesia”, la cui chiusura è stata affidata al candidato al Premio Nobel nel 2002 per la letteratura, Yang Lian. Evento che ha visto l'alternarsi sul palco dell'Auditorium dell'ex Gil artisti provenienti da tutto il Mondo, quali, Haward Mahmoudan, Portante Jean, Al-Masri Maram, Bojorquez Mario ed infine, il più grande poeta cinese vivente, Yang. Ad aprire i lavori, Valentino Campo, che ha definito il Poeta un'artista puro, umile: “La poesia è umiltà,e soprattutto lavoro, scavo interiore. Abbiamo parlato – riferendosi a Yang – del premio che ha ricevuto dalla Fondazione Luzi, e abbiamo parlato di quel straordinario percorso di Luzi che è un viaggio celeste, terrestre di Simone Martini. Lui l'ha tradotto anche in cinese e in qualche modo, lo ritrova nel proprio percorso di poeta. "E' un poeta puro,poeta che ha fatto della poesia un'arma”. Yang ha recitato le proprie poesie in lingua originale, e la traduzione in italiano è stata affidata alla traduttrice Loredana Fiorentino la quale, prima di ogni poesia in cinese ha dialogato con l'artista in lingua inglese, illustrando per ciascuna di essa, la storia che ha portato alla sua scrittura. Sono state esposte 5 poesie, le più famose del poeta: “Violenza nella foresta”, “1989”, “La torre del compositore”, “Palazzo del tulipano porpora” ed infine, “Dove si ferma il mare”, in quest'ultimo caso, è stata letta prima la versione in italiano e, successivamente la versione originale in cinese.
La prima poesia recitata è “Violenza nella foresta”: “Parola che - secondo Yang – si sente spesso oggi. Ho scritto questa poesia nel 1992, è questa parola purtroppo continua sempre più ad essere presente nei giorni nostri. Ho scritto questa poesia quando ho visto alberi tagliati della foresta. E adesso lui vede gli esseri umani tagliati sempre di più, così come gli alberi della foresta”.  
1989” invece, è stata pubblicata anche in lingua italiana, dedicato al massacro a Tienanmen, a Pechino avvenuta nello stesso anno. “E' stato anche un punto di svolta – ha dichiarato Yang – della sua vita. Per me non è stato un evento che è accaduto solo in quell'occasione perché in quel momento eravamo scioccati dal massacro, dopo tutte quelle morti, solo una domanda mi risuonava nella testa “Dove è finita la memoria di ciò che è accaduto prima?. E se noi perdiamo così facilmente la nostra memoria come faremo a non sorprenderci ogni volta per lo stesso motivo”. 1989 è stato un punto di svolta quindi, per il mondo intero, non soltanto per la Cina. 
Per quanto riguarda la terza poesia “La torre del compositore”, è nata nel ricordo di un episodio che accadde nel 1967, all'inizio della Rivoluzione Culturale Cinese quando, le Guardie Rosse andarono a casa del poeta, accusando il padre di far parte della resistenza al regime. Ciò che è rimasto impresso nella mente di Yang è quel contrasto fra suono/silenzio, "Lo stesso contrasto che - ha dichiarato - lo aiuta a scrivere le poesie.
La quarta poesia è stata illustrata proprio da Yang attraverso una battuta ironica: “Queste tre poesie sono state così forti, quasi terrificanti, adesso leggeremo una bella poesia "decadente". Ci sentiremo come in un palazzo antico, classico. Un palazzo chiamato il Palazzo del tulipano porpora: tutta la poesia ruota intorno a questo mazzo di tulipani. E' una poesia in tre stanze,ogni stanza ha un contenuto significativo molto particolare. Si tratta della poesia più legata a quella di tipo classica”.   
Si è conclusa così la prima parte della lettura delle poesie, e Valentino Campo, ha voluto formulare una domanda a Yang in merito alla poesia “1989”:
Da sinistra: Yang Lian, la professoressa, Fiorentino
Loredana e Campo Valentino. 
Il 1989 è un anno ordinario,- chiede Valentino Campo - vorrei sapere cosa è successo in Cina, ma soprattutto cosa è successo negli intellettuali?”. Quando ho scritto questo versoha risposto Yang - tutti i suoi amici sono rimasti scioccati, hanno pensato che avevo commesso un enorme errore. Ma cosa è possibile considerare il 1989 solo un anno ordinario. Ordinario non significa banale, vuol dire che qualche cosa che è purtroppo comune come la violenza, qualcosa che si ripete sempre”. E' proprio questo ripetersi sempre, come qualcosa di eterno è per Yang il 1989.
Successivamente,è stata interpretata l'ultima poesia/sequenza contenuta nel libro dal titolo Dove si ferma il mare”. Tale sequenza sui divide in quattro parti, diviso ogni volta in tre parti. “Voi italiani – ha commentato Yang – conoscete molto bene il mare, mentre la mia, la nostra cultura, quella cinese non è una cultura del mare”. Yang avrebbe voluto scrivere, cantare del mare ma non ci è mai riuscito. Dopo gli anni dell'esilio,sentendosi come una barca senza un'ancora, finalmente è riuscito ad entrare nella profondità, nel mare che lui ha dentro di sè”.
La poesia è sperimentare le emozioni che ognuno di noi ha dentro. Tutti noi siamo dei poeti”: con queste parole Yang ha concluso l'incontro, seguito da un caloroso e lungo applauso della folla intervenuta nel giorno di chiusura di Poietika – Incontri internazionali di poesia”.
 
1989
Chi dice che i morti possono abbracciare?
come cavalli meravigliosi
criniere grigio argento
stando fuori della finestra nella gelida luce lunare
i morti vengono sepolti nei giorni del passato
in giorni passati da poco
I pazzi furono legati ai letti
rigidi come chiodi di ferro
a bloccare il legname dell’oscurità
il coperchio della bara ogni giorno
serrando in questo modo
Chi dice che i morti sono morti e andati?
i morti
avvolti nel vagabondaggio dei loro giorni estremi
sono sempre i padroni
quattro loro volti su quattro mura
tuttavia ancora macelleria
sangue
è ancora l’unico paesaggio famoso
a dormire nella tomba furono fortunati
ma si risvegliarono in
un domani gli uccelli temono persino di più
questo senza dubbio è un anno perfettamente ordinario.
 

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