Campobasso. Licenziamenti autisti Seac: parlano i sindacati

Lo scorso 13 ottobre è stato siglato un accordo tra la Regione Molise, il comune di Campobasso, la società SEAC, che gestisce il servizio di trasporto urbano del capoluogo e le organizzazioni sindacali regionali (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASP FAISA-CISAL), in merito alla situazione lavorativa di otto dipendenti della società SEAC.
L’accordo siglato stabilisce che il Comune di Campobasso, entro dieci giorni dalla firma, provvederà a corrispondere una tranche delle spettanze dovute alla SEAC, ad autorizzare il numero di chilometri in più necessari al completamento del servizio fino al 31 dicembre 2017 e poi fino al nuovo affidamento del servizio e non oltre il 31 marzo 2018, nonché a dialogare con l’Azienda per l’organizzazione del sistema del trasporto urbano.  Secondo l’accordo, da parte dell’Azienda, deve esserci la garanzia di reinserire i dipendenti licenziati nel circuito lavorativo con effetto retroattivo e alle stesse condizioni del precedente rapporto contrattuale. I Sindacati dal canto loro si impegnano a individuare possibili interventi di solidarietà da porre in essere in favore dei dipendenti interessati dal provvedimento di licenziamento.
L’unica organizzazione sindacale che, pur prendendo parte al tavolo, non ha firmato l’accordo è stato l’UGL che, come ci spiega il segretario regionale, Nicolino Libertone, fin dal primo momento ha chiesto la revoca dei licenziamenti. “La nostra alternativa ai licenziamenti – dichiara Libertone – era una richiesta di aspettativa non retribuita per il tempo necessario che serve all’amministrazione comunale di deliberare le decisioni prese al tavolo, ma l’Azienda non ha acconsentito e questo ci fa pensare che per la SEAC il valore umano non esiste e si pensa solo al denaro”.
Secondo l’UGL con questo accordo è prevalsa la linea dell’Azienda che ha firmato l’accordo per i licenziamenti, ma secondo l’organizzazione sindacale sarebbe stato più logico se i lavoratori fossero rimasti in aspettativa fino al prossimo bando di gara senza preoccuparsi quindi di essere riassunti, in quanto ancora parte dell’organico aziendale.
“Non hanno voluto far mettere a verbale la nostra posizione – lamenta il segretario della UGL Molise – nonostante la nota da noi scritta fosse stata letta durante l’incontro, l’azienda non condividendone la linea ha chiesto al sindacato di ritirarla altrimenti avrebbe lasciato il tavolo. Come sindacato abbiamo ritirato la nota, ma abbiamo lasciato noi il tavolo anche se l’azienda pretendeva che firmassimo l’accordo. È stato violato l’articolo 21 della Costituzione – continua Libertone – e la nostra libertà di pensiero e di espressione”.
Secondo l’UGL mettendo i lavoratori in aspettativa fino al prossimo bando di gara, previsto per marzo 2018, e  inserendo in una clausola che i lavoratori in aspettativa sarebbero dovuti essere salvaguardati, i dipendenti avrebbero ripreso a lavorare, poichè risultavano unità lavorative dell'azienda. “Mi sono ritrovato da solo contro tutti – dice ancora Libertone – ma io faccio esclusivamente l’interesse dei lavoratori, il fatto che l’UGL non ha firmato non è una questione politica, ma perché non sono stati revocati i licenziamenti e in quel tavolo è prevalsa la linea aziendale”.
FAISA CISAL, nella persona di Pasquale Giglio dichiara di non ritenere giustificati i licenziamenti, che dovevano essere di tre o quattro unità e non di otto, ma la questione si è comunque risolta con risorse da parte delle amministrazioni pubbliche (Regione e Comune). Il sindacato da parte sua è sicuro della riassunzione dei lavoratori perché comunque l’Azienda, firmando l’accordo, si è presa l’impegno davanti al Prefetto che si è speso notevolmente per avere questa conciliazione.
Come le altre sigle sindacali anche la Filt-CGIL ha deciso di firmare l’accordo “perché – ci spiega il segretario generale Giorgio Simonetti – l’Azienda al tavolo rifiutava qualunque ipotesi di congelamento dei licenziamenti, quindi il nostro ragionamento è stato che comunque i lavoratori già risultavano essere licenziati perché la lettera già l’avevano ricevuta e quindi, con la certezza e la mediazione del Prefetto, abbiamo ritenuto l’accordo che abbiamo firmato, l’unica alternativa possibile ai licenziamenti definitivi, vista anche l’ostilità dell’Azienda a non mettere altre possibilità a questa soluzione”.
I lavoratori, ci spiegano dalla Filt-CGIL, verranno riassunti conservando i diritti acquisiti e il livello stipendiale e considerano questo accordo “il miglior risultato che si poteva ottenere al quel tavolo. Non ci aspettiamo sorprese – continua Simonetti – perché c’è la Prefettura che è una garanzia e quindi l’Azienda dovrà attenersi agli impegni presi. Avendo poi avuto rassicurazioni anche da parte del comune che assicura che riuscirà a pagare la prima tranche dei finanziamenti per noi va bene così e anche i lavoratori hanno ritenuto questo il miglior accordo possibile in quella circostanza”.
Giorgio Simonetti ci spiega che se le condizioni della SEAC non fossero state accettate, l'Azienda avrebbe comunque licenziato gli otto lavoratori e che anche dimostrando l’infondatezza del licenziamento non sarebbero potuti essere reintegrati, ma solo indennizzati. 
Ricordiamo che i lavoratori da licenziare sono stati individuati in base alla legge 223 del 1991 e quindi tenendo conto di  tre parametri e in particolare considerando i carichi di famiglia (ovverosia l’impatto che un eventuale licenziamento può avere in relazione alla presenza di un coniuge a carico e del numero dei figli), l’anzianità del lavoratore (tenendo conto del principio per il quale un lavoratore molto anziano trova maggiori difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro) e le esigenze tecniche, produttive e organizzative dell’impresa. Questi tre parametri messi insieme hanno portato a stilare una graduatoria e i primi otto hanno ricevuto la lettera di licenziamento.
Ora non resta che aspettare la scadenza dei 10 giorni dalla firma dell’accordo che sarà il prossimo 23 ottobre e quindi il pagamento della prima rata da parte del Comune delle spettanze dovute alla SEAC che a quel punto dovrà reintegrare gli otto autisti.
MI