PROTESTA IUS SOLI. IL SENATORE DI GIACOMO:”UN DIGIUNO RIDICOLO, IL PROBLEMA DELLA CITTADINANZA NON SI RISOLVE CON QUESTO DDL” - Molise Web giornale online molisano
ELENCO :: POLITICA
mercoledì, 11 ottobre 2017
Protesta Ius Soli. Il senatore Di Giacomo:”Un digiuno ridicolo, il problema della cittadinanza non si risolve con questo ddl”
Continua lo sciopero della fame a staffetta su scala nazionale al quale hanno aderito e stanno aderendo insegnanti, rappresentanti delle istituzioni e anche personaggi dello spettacolo al fine di sostenere l’approvazione della riforma sulla cittadinanza che, al momento, sembra essersi arenata al Senato. Contrariamente alla Campania - dove solo a Benevento in 900 hanno aderito alla campagna #insegnantiperlacittadianza e lo stesso de Magistris, sindaco di Napoli, ha annunciato di aderire al digiuno – in Molise giace un silenzio assenso inquietante che ha tutto il sapore dell’indifferenza. Sono in molti, infatti, i molisani che sui social hanno espresso il loro dissenso in merito a questa “inutile protesta”, affermando che “ci sono ben altre questioni più importanti meritevoli di attenzione”. Un coro di voci unanime al quale si unisce anche quella del senatore del centrodestra Ulisse Di Giacomo che considera l’iniziativa “a dir poco ridicola” e che si dice assolutamente contrario all’approvazione del ddl sullo ius soli e ius culturae. “Il problema della cittadinanza non si risolve con le note tecniche contenute nel ddl” – afferma perentorio il senatore – “Secondo Il quale, hanno diritto alla cittadinanza italiana i figli di persone residenti regolarmente nel nostro Paese da almeno cinque anni, oppure chi nasce in Italia o arriva in Italia e conclude almeno un ciclo completo di studi. Troppo poco, se essere cittadini di un Paese vuol dire far parte di una storia, accettarne le regole, le leggi e i costumi”. In sostanza, Di Giacomo considera la cittadinanza soprattutto una questione di cultura, di appartenenza nativa e viscerale al territorio che non è e non potrà mai essere prerogativa di uno straniero, anche se nasce o studia in Italia perché non basta.

Martedì 10 ottobre, lo stesso senatore si è fatto promotore in aula della richiesta di stop delle procedure relative alla costruzione del centro di accoglienza di San Giuliano di Puglia. Era il 2013, quando il Ministero dell’Interno Angelino Alfano individuò il comune molisano quale sede di un mega centro per richiedenti asilo, in grado di ospitare da 500 a 1200 persone.

Si tratta dell’ex villaggio in legno che nel 2002 servì ad accogliere gli sfollati a seguito del sisma e successivamente oggetto di ristrutturazione per destinarlo ad un nuovo utilizzo. Il senatore del centrodestra riformista ha presentato ben due interrogazioni in Senato, al fine di dissuadere il Governo da tale scelta illustrando la “impraticabilità di una simile iniziativa – secondo quanto si legge nell’intervento presentato lo scorso martedì - che andrebbe a collocarsi in un comune di appena 800 abitanti, in un territorio sismico, privo di adeguati presidi sanitari e di ordine pubblico, e socialmente inidoneo ad accogliere un numero così elevato di richiedenti asilo”. E lo stesso Ministro dell’Interno Minniti, nonostante sia favorevole all’approvazione della riforma, sembra intenzionato a chiudere i centri di accoglienza prediligendo quella diffusa sui territori soprattutto a seguito della netta riduzione degli sbarchi lungo le coste italiane.

Una soluzione questa, assolutamente preferibile dal senatore che lamenta un’assoluta inadeguata gestione dei migranti in Molise che inspiegabilmente, ne accoglie il triplo rispetto alle altre regioni e sui quali si alimenta un vero e proprio business tra centri privati che spuntano come funghi e totalmente fuori controllo.

Di Giacomo insiste sul fatto che l’origine del problema sia a monte e che certamente la questione cittadinanza sì/no non rappresenta nessuna urgenza. E alla domanda: “Come pensa si possa risolvere il problema dell’emergenza in Molise?” Il senatore risponde: “È necessario contrastare l’accoglienza indiscriminata e cominciare a trasferire in altre regioni quelli che sono in surplus rispetto a quanto stabilito”. Poi, Di Giacomo non risparmia di indirizzare qualche frecciatina al governo Frattura e dichiara:”Tuttavia, per fare questo occorrerebbe un governo regionale che non c’è , e se c’è si occupa di altro”.

In conclusione, il parlamentare molisano ribadisce la sua dura posizione rispetto alla questione migranti e afferma, contrariamente a chi li considera una risorsa, “Sono un peso, e spesso un problema sociale”. Mentre in merito alla votazione della legge al Senato, sicuro dichiara:” Sanno di non avere i voti. Pertanto non la porteranno in aula”.
LD

In Evidenza

Ultimi Eventi

Notizie Correlate