MOLISANI NEL MONDO. DA TRIVENTO AL SUDAFRICA, LUIGI D'OVIDIO SI RACCONTA - Molise Web giornale online molisano
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mercoledì, 11 ottobre 2017
Molisani nel Mondo. Da Trivento al Sudafrica, Luigi D'Ovidio si racconta
 
Luigi D'Ovidio
di Miriam Iacovantuono
Amico di Nelson Mandela, di Barack e Michelle Obama, della vedova di Martin Luther King e dei più grandi piloti del nostro tempo, Luigi D'Ovidio a 16 anni ha lasciato il suo piccolo paese Trivento e dal Molise è arrivato in Sudafrica. La sua storia è stata raccontata questa mattina, 11 ottobre, in un incontro presso l’Aula “E. Fermi” della Biblioteca dell’Università del Molise a Campobasso.
Luigi D'Ovidio, in una meta un po' insolita per i flussi migratori della nostra regione - la maggior parte dei molisani, infatti, emigrava in America, Argentina, Venezuela - ha fatto la sua fortuna di imprenditore e di uomo. "Un'eccellenza molisana - lo ha definito la professoressa Ilaria Zilli, direttore Centro di Cultura dell'Unimol, che ha coordinato l'incontro - una figura emblematica che caratterizza l'emigrazione del Molise".
Quella di Luigi D'ovidio è "una testimonianza che - ha detto il professor Enzo Di Nuoscio direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali e della Formazione dell'Unimol - insieme alle testimonianze di altri molisani emigrati serve a tracciare una biografia di questa regione. Siamo abituati a guardare il mondo con uno sguardo molto stretto - ha commentato il docente - ma anche i nostri nonni sono emigrati in un mondo dove c'era uno scontro di culture diverse" e quello che Di Nuoscio ha voluto sottolineare è che queste storie di emigrazione molisana, come quella di Luigi D'Ovidio, non distano molto dalle storie di coloro che arrivano nel nostro Paese alla ricerca di una vita migliore e una condizione di vita più dignitosa.
A raccontare dei valori di Luigi D'Ovidio è stato Domenico Santorelli, sindaco di Trivento, il quale ha detto che "Luigi ha sempre dimostrato un amore sconfinato per la sua terra d'origine e nonostante la sua emigrazione all'età di 16 anni, lui ama visceralmente Trivento, tanto è vero che nelle intestazioni delle sue aziende c'è sempre il nome del suo paese natìo. Inoltre - ha continuato il primo cittadino - ha un'enorme generosità che nel corso della sua vita si è tramutata in molti modi, ha aperto un orfanotrofio, ha adottato una bambina africana ed è sempre stato generoso nei confronti degli altri".
Una persona semplice Luigi, ma dal cuore grande, caratteristiche che lo hanno fatto diventare un prestigioso imprenditore e un importante personaggio nel mondo della Formula 1 da dove è partito maneggiando con i motori. In Sudafrica, nel periodo dell'apartheid -  la politica di segregazione razziale istituita nel secondo dopoguerra dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimasta in vigore fino al 1994 - è sempre stato dalla parte dei neri e quando c'era il coprifuoco ha sempre fatto da garante per tutti coloro che venivano arrestati. Secondo la legge dell'apartheid i neri che lavoravano nelle officine non potevano utilizzare i ferri del mestiere, ma Luigi, nelle sue aziende, andando anche contro le norme, non ci ha pensato due volte a insegnare ai suoi operai neri un mestiere. Era pericoloso in quegli anni, infatti, aiutare le persone nere, ma Luigi e suo padre, forse anche inconsciamente, hanno agito con quella sensibilità di chi ha vissuto delle difficoltà e ha dovuto lasciare la propria terra per cercare fortuna. Per Luigi, dunque non ci sono mai state barriere e dovrebbe essere di esempio per chi queste barriere le alza laddove oggi dovrebbe esserci accoglienze e integrazione.
Michele Petraroia, presidente onorario dell'Associazione Giuseppe Tedeschi, che da anni si occupa dei rapporti con i molisani nel mondo, ha sottolineato come le storie degli oriundi che vivono dall'altra parte del mondo sono patrimonio della nostra Regione. "L'incontro con Luigi D'Ovidio - ha continuato Petraroia - può essere un'opportunità per avviare un percorso per recuperare le ricchezze dei molisani nel mondo come patrimonio che ci appartiene".
La figura di Luigi D'Ovidio, dunque, è una ricchezza che ci appartiene e i suoi rapporti con uomini internazionali del mondo della finanza potrebbero essere "utilizzati" per incentivare turismo e restituire vita al patrimonio culturale e storico molisano, sul modello di Castel del Giudice, rinato grazie anche alla generosità di un altro molisano nel mondo Ermanno D'Andrea. Queste grandi masse di finanziamenti, che si muovono a livello globale possono, quindi, grazie all'azione di personalità come D'Ovidio, essere una risorsa per il Molise.
Le azioni di Luigi D'Ovidio devono essere d'esempio e il suo essere stato dalla parte dei più deboli negli anni dell'apartheid in un posto che per lui era solo terra d'adozione, devono farci aprire lo sguardo all'accoglienza, all'integrazione e farci capire che le storie vissute da coloro che in condizioni precarie attraversano il mare in un viaggio della speranza per raggiungere una terra dove potrebbero trovare un po' di fortuna, non sono molto diverse da quelle di tanti molisani che negli anni più bui si sono imbarcati e hanno navigato allo stesso modo un mare inseguendo la speranza di una vita più dignitosa.
 

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