L’ATTORE FRANCESCO RIVA E LA SUA STORIA DI DISLESSICO FELICE CONTRO OGNI FORMA DI PREGIUDIZIO - Molise Web giornale online molisano
ELENCO :: CULTURA
venerdì, 06 ottobre 2017
L’attore Francesco Riva e la sua storia di dislessico felice contro ogni forma di pregiudizio

di Laura D'Ambrosio

“Tutti siamo dei geni. Ma se si giudica un pesce dalle sue capacità di arrampicarsi sugli alberi, esso crederà per tutta la vita di essere stupido".

Un aforisma di Albert Einstein ispira il titolo del libro del giovane Francesco Riva “Il pesce che scese dall’albero. Storia di un dislessico felice” che ha presentato ieri a Campobasso presso la Sala Consiliare del Comune, in occasione della settimana nazionale della dislessia. Una storia autobiografica dove l’attore toscano racconta di sé e del suo rapporto con questo disturbo dell'apprendimento che gli viene diagnosticato all’età di otto anni. “Un regalo genetico” – dice lui - della mamma, manifestatosi prima in suo fratello Federico.

La due giorni di eventi - organizzata dal Centro per l’apprendimento “Il gemello di Einstein” e promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport del Comune di Campobasso - terminerà questa sera alle 19 con la messa in scena del monologo teatrale scritto, diretto e interpretato dallo stesso Riva “Dislessia…Dove sei Albert?” presso l’Auditorium dell’Istituto Igino Petrone.

Una platea, quella presente nella Sala Consiliare del Comune totalmente carpita, quasi ipnotizzata, da quel ragazzo semplice che non ha sentito in assoluto il bisogno di atteggiarsi da star e che con i suoi capelli neri arruffati e la sua faccia pulita ha raccontato di sé con la libertà di chi parla a degli amici. Il 24enne fiesolano ha creato subito l’atmosfera giusta trasformando quel luogo, adibito solitamente a ben altri usi, in un piccolo teatro servendosi unicamente di una sedia. È così, infatti, che ha introdotto la presentazione del libro recitando qualche battuta del suo monologo che racconta la storia del piccolo Giacomo incompreso nelle sue difficoltà di apprendimento dagli insegnanti, emblema di un sistema scolastico ancora poco informato su questi temi e proprio di una didattica vecchia.

Un percorso doloroso quello del giovane Riva verso l’acquisizione delle cose più banali - quali le tabelline per esempio (discalculia), oppure nello scrivere e leggere semplici parole evitando di “mangiare” sillabe e lettere (disgrafia e dislessia) - che interessa circa il 5% dei bambini in età scolare. “Le tabelline non le imparerò mai, anche ripetendole diecimila volte” – dice l’attore, dopo aver recitato qualche battuta del suo monologo – “ma non è un problema, visto che sono dotato di un IPhone con una splendida calcolatrice”. È proprio la sua capacità di ironizzare su quello che per molti erroneamente è considerato un deficit di intelligenza, che fa di questo giovane e “speciale” artista un messaggero di positività che cancella ogni sorta di tabù nei confronti di un disturbo con il quale è assolutamente possibile convivere. “Non siamo svogliati, pigri o tantomeno stupidi siamo solo semplicemente diversi e dobbiamo giocare di anticipo rispetto agli altri al fine di raggiungere i nostri obiettivi per non restare troppo indietro” – afferma il giovane Riva sorridente, mentre racconta il suo trascorso alle elementari e alle medie confinato in un angolo a disegnare a causa della sua “neurodiversità” – “Solo l’arrivo della maestra Diana mi ha reso consapevole delle mie reali capacità e a non sentirmi più finalmente uno stupido”.

La sua passione per il teatro lo ha aiutato a superare quel gap di autostima, al quale il suo deficit cognitivo lo aveva inconsapevolmente costretto, “mettendo in mostra” se stesso libero di sbagliare e soprattutto senza lo spauracchio di sentirsi inadeguato o peggio diverso.

Il giovane Francesco scende così dall’albero delle sue difficoltà trasformandole in punti di forza, fiero di aver abbandonato quell’acquario fatto di inadeguatezza e paura. E pur consapevole di essere un pesce e non uno scoiattolo, ha deciso di sfidare se stesso affrontando a muso duro il suo disagio uscendone vincitore. Tuttavia, l’ostacolo peggiore è dato dai tanti pregiudizi che lievitano ancora intorno a chi è affetto da questo disturbo, il più delle volte vittima anche di episodi di bullismo. Vien da chiedersi allora chi siano realmente i “diversi”, noi o loro.

Intervista all'attore Francesco Riva

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