REGIONALI - UN'UNICA CERTEZZA: SI ARRIVERà AL 2018 CON ALTRI CINQUE ANNI DI STAGNAZIONE ALLE SPALLE - Molise Web giornale online molisano
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venerdì, 20 ottobre 2017
Regionali - Un'unica certezza: si arriverà al 2018 con altri cinque anni di stagnazione alle spalle
Si prevede, per le Regionali 2018, una campagna elettorale infuocata. 
Uno scenario confuso
Al momento abbiamo due schieramenti divisi al loro interno e il Movimento 5 Stelle. I papabili candidati alla presidenza per il centrosinistra dovrebbero essere l’uscente Frattura per il Pd, mentre per il movimento Ulivo 2.0 si vocifera il nome del noto Roberto Ruta. Passando al centrodestra il nome di Michele Iorio resterebbe, per il momento, intoccabile mentre l'altro ipotetico candidato dello stesso orientamento politico ancora non viene rivelato. Infine per il M5S, a breve, dovrebbe essere ufficializzato il nome di Antonio Federico.
Ipotesi di alleanze
Da cinque candidati si potrebbe passare a tre, qualora Michele Iorio e Paolo di Laura Frattura dovessero decidere di fare un passo indietro a favore di altri soggetti che, non è da escludere, facenti parte del mondo dell'imprenditoria molisana. Un azzardo, l'ipotesi, di ricorrere a scenari che andrebbero a rievocare qualcosa di già vissuto nel 2013. Le incognite ancora da comprendere sono su Antonio Di Pietro e Aldo Patriciello. Il primo, pur di avere un posto in Parlamento pare attendere un accordo tra Pd e Mdp. In caso contrario, imprevedibile la strategia che verrà adottata dalla famiglia Di Pietro. Il secondo, invece, pare essere sempre più vicino alla sua naturale identità: il centrodestra.
Legge elettorale
Il Governatore ha ottenuto il consenso di 11 consiglieri di maggioranza per l’eliminazione del voto disgiunto e del listino maggioritario, doppia preferenza di genere, sbarramento coalizione al 10% e il collegio unico regionale (che potrebbe essere bocciato). Una legge che seppur trovando una maggioranza tra le poltrone di Palazzo D'Aimmo non corrisponde al pensiero popolare. Unico strumento di democrazia che ha visto, nel 2003, una Raccomandazione del Consiglio europeo -conosciuta come Commissione di Venezia- in cui è stato elaborato un testo condiviso anche dall'Italia in relazione al codice di buona condotta in materia elettorale. Cosa prevedeva? Non modificare le legge elettorale nell’ultimo anno prima delle elezioni. 
La certezza: si arriverà al 2018 con altri cinque anni di stagnazione alle spalle.

 
 

 

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