PETRAROIA: "DUE FIORI ROSSI IN MEMORIA DI NICOLA SACCO E DI GHEORGHE RADU" - Molise Web giornale online molisano
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lunedì, 21 agosto 2017
Petraroia: "Due fiori rossi in memoria di Nicola Sacco e di Gheorghe Radu"
Attraverso una nota indirizzata alle organizzazioni Sindacali Confederali del Molise e della Provincia di Foggia e ai sindaci di Torremaggiore (FG) e di Campomarino (CB), il consigliere regionale Michele Petraroia invita a depositare due fiori rossi per onorare la memoria di Nicola Sacco e Gheorghe Radu morti mentre, lontani dalla loro patria, stavano lavorando.

"Nicola Sacco - si legge nella nota - lasciò Torremaggiore in provincia di Foggia nel 1909 ed il 12 aprile di quell’anno raggiunse a bordo della nave “Romanic“ Boston negli Stati Uniti trovando presto un lavoro in una fabbrica di scarpe a Milford. Gheorghe Radu lasciò Dorohoi  nell’enclave moldova della Romania agli inizi del 2000 per raggiungere Torremaggiore (FG) dove scelse di vivere con la moglie e la figlia lavorando come bracciante agricolo in Puglia ed in Basso Molise. La mattina del 29 luglio 2008 Gheorghe partì da Torremaggiore per recarsi a lavorare nelle campagne di Nuova Cliternia a Campomarino (CB) e non tornò più a casa. Morì sul lavoro a 35 anni ma a distanza di nove anni il Tribunale di Larino (CB) non ha trovato alcun colpevole. Il cippo piantato ne luogo dove cadde è stato più volte divelto e danneggiato, ma il fenomeno del lavoro nero e l’utilizzo di operai immigrati in attività irregolari permane e si estende sotto i nostri occhi come se fosse ineluttabile, inevitabile e troppo ovvio per essere perseguito.
Eppure da Torremaggiore -
scrive ancora Petraroia -  Nicola Sacco già un secolo prima teneva assemblee, eventi sindacali e lotte operaie in difesa degli immigrati e per condizioni di lavoro più dignitose negli Stati Uniti d’America. Per la sua attività fu arrestato una prima volta nel 1916 e successivamente nel 1920 insieme a Bartolomeo Vanzetti, processato più volte e condannato a morte sulla sedia elettrica a Charlestown il 23 agosto del 1927, nonostante la mobilitazione mondiale  e malgrado gli appelli per la revisione del processo del molisano Arturo Giovannitti, di Albert Einstein, Bertrand Russell, Bernard Shaw ed altri.  A 90 anni da quella brutale esecuzione sono di una tristissima attualità le ultime parole che Nicola Sacco indirizzò al figlio Dante:  <…aiuta i deboli che gridano per avere aiuto, aiuta i perseguitati e le vittime, perché questi sono i tuoi migliori amici; son tutti i compagni che combattono e cadono, come tuo padre e Bartolo, che ieri combattè e cadde per la conquista della gioia e della libertà per tutti e per i poveri lavoratori. Si, Dante mio, essi potranno ben crocifiggere i nostri corpi come già fanno da sette anni: ma essi non potranno mai distruggere le nostre idee, che rimarranno ancora più belle per le future generazioni a venire.>.
Due fiori rossi -
conclude il consigliere regionale -  il 23 agosto, uno per i 9 anni del migrante Gheorghe, e uno per i 90 anni del migrante Nicola, per ricordare la dignità di chi lavora e non rendere vano il loro sacrificio".

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