MASSIMO MANZO, LO SCULTORE DEGLI ANGELI - Molise Web giornale online molisano
ELENCO :: CULTURA
giovedì, 17 agosto 2017
Massimo Manzo, lo scultore degli angeli
di Miriam Iacovantuono
 
Massimo Manzo
È conosciuto come lo scultore degli angeli Massimo Manzo di Roma ma con origini molisane e più precisamente di Duronia il piccolo paese dove ha voluto lasciare qualcosa della sua arte e del suo talento di scultore. Nel 2007, a 100 anni dalla tragedia di Monongah, nell’atrio della chiesa del suo paese d’origine è stato posizionato un bassorilievo in bronzo, da lui realizzato, che richiama la tragedia del West Virginia e che rappresenta l’attimo in cui è avvenuto il disastro minerario quando, cioè, due pezzi in metallo hanno causato una scintilla e una fuga di gas ha fatto esplodere la miniera, nell’opera infatti è ben evidente la fiamma che ha causato la morte dei minatori, tra cui 36 erano proprio di Duronia, il paese che ha pagato il prezzo più alto di questa sciagura.
Oggi, a completamento di quell’opera e nell’anno in cui si celebra il cento decimo anniversario da quella tragedia, Massimo Manzo, in collaborazione con la parrocchia di Duronia, ha voluto posizionare “Gli angeli di Monongah” uno a destra e uno a sinistra del bassorilievo.
Una passione quella per la scultura e in generale per l’arte che Massimo Manzo ha fin da bambino, ha sempre disegnato, ha realizzato fumetti e con il tempo, da autodidatta e frequentando dei corsi, ha affinato le tecniche che gli hanno permesso di diventare uno scultore di fama nazionale e internazionale. Infatti le sue opere sono state esposte in giro per l’Italia e molti suoi monumenti sono a Milano, Reggio Calabria e anche al Palazzo della Provincia di Campobasso e molti altri anche all’estero e in particolare in Spagna, Austria, Danimarca, Belgio e Olanda.
“Il desiderio di realizzare gli angeli – ha spiegato - è cominciato con la tragedia delle Torri Gemelle dell’11 settembre del 2001. Sviluppai una serie di bozzetti per poi realizzare l’opera stessa. Man mano che passava il tempo, sentivo che quando creavo qualcosa avevo la certezza, e l’ho tutt’ora, che le mie mani erano guidate dal mio angelo ed è quest’angelo che mi aiutava ad affrontare la difficoltà che un’artista incontrava ogni giorno”.
“Attraverso i miei lavori – ha commentato - esprimo quelle che sono le mie sensazioni, le mie esperienze di vita; ho realizzato delle sculture che rappresentano il mondo che ci circonda, la solidarietà e soprattutto la connessione che si instaura tra gli uomini”.
Le opere che rappresentano gli angeli sono legate a delle tragedie e oltre alla strage delle Twin Towers, da dove tutto è partito, Massimo Manzo ha realizzato anche un monumento importante legato alla tragedia di Nassirya collocato a Pomezia nel 2005. L’artista dà vita ad un angelo, questa volta nelle sembianze di sua figlia, che si prostra davanti alle macerie della palazzina andata distrutta e che guarda malinconicamente un elmetto militare, posato sulle sue ginocchia, e la bandiera italiana.
Lo scultore lavora in stretto contatto con sua figlia Micol che scrive per lui le didascalie delle sue opere e che è una scrittrice, con lui ha collaborato anche nella realizzazione dei due angeli che da oggi sono nella chiesa di Duronia.
Una passione, dunque, che si materializza, l’arte che diventa materia è ciò che caratterizza lo scultore degli angeli. 
 

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