MONTENERO DI BISACCIA. CONCORSO POLIZIA MUNICIPALE, IL GIP CHIUDE IL CASO MA LA BOZZELLI NON CI STA - Molise Web giornale online molisano
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venerdì, 21 luglio 2017
Montenero di Bisaccia. Concorso Polizia Municipale, il Gip chiude il caso ma la Bozzelli non ci sta
Arriva immediata la replica della consigliera comunale di opposizione Valentina Bozzelli con riferimento a quanto dichiarato dal sindaco di Montenero di Bisaccia, Nicola Travaglini, a seguito dell'archivazione da parte del Gip di Larino del procedimento penale sul concorso per la nomina dell'Ispettore di Vigilanza del comune basso molisano. 
L'avvocatessa insieme al consigliere d'Ascanio, all'epoca dei fatti, presentò un esposto su eventuali irregolarità in merito alle procedure di nomina del capo dei Vigili cittadino e di seguito così si esprime:

"La vicenda è inquietante per lacune e parzialità con cui sono state svolte le indagini da parte del PM e dal delegato alle indagini, il Maresciallo Capo dei Carabinieri di Montenero di Bisaccia.

Va da sé che la vicenda meritava e merita un adeguato approfondimento, atteso che anche il Gip del Tribunale di Larino, non ha riesaminato e valutato esaustivamente gli atti e i fatti, in primo luogo sotto l’aspetto della legittimità o meno degli atti adottati dalla Giunta e dal Sindaco Travaglini.

In alcuni articoli giornalistici di ieri, si giustifica l’operato della Giunta comunale, facendo riferimento “…all’ambito della discrezionalità amministrativa, dunque le scelte che la pubblica amministrazione può compiere nell’ambito del suo agire”. Ecco, questo è il plateale e probabile errore in cui è incorso dapprima il Pm della Procura di Larino, anche a seguito dei limitati e parziali elementi raccolti dal M.llo dei CC di Montenero, e, successivamente, il Gip del Tribunale di Larino, che hanno preferito la via sbrigativa dell’archiviazione, senza conferire alla vicenda l’attenzione e l’approfondimento che richiedeva. Infatti, per la assunzione, anche a tempo determinato, dell’istruttore capo della vigilanza, la legge imponeva ed impone il rispetto delle seguenti fasi sequenziali, scandite dalle numerose leggi in materia :

1. prima di tutto la legge impone di pubblicare l’Avviso di mobilità interna, per verificare la presenza all’interno della dotazione organica del Comune, di dipendente in possesso dei requisiti richiesti per la nomina a istruttore della vigilanza in capo alle figure già presenti nell’organico dell’Ente; da qui la violazione di legge degli atti adottati da Travaglini e Giunta, che stabiliscono di affidare funzioni tecniche ad un professionista esterno. Orbene, tale incarico, ben poteva essere ricoperto da personale dipendente dell'Amministrazione medesima, facente parte, cioè, della dotazione organica dell’Ente comunale, temporaneamente adibito ad altre mansioni, e che – tra l’altro - è stato persino titolare (della Vigilanza) nel recente passato;

2. in secondo luogo, in caso di esito infruttuoso dell’avviso di mobilità interna al Comune, per legge, bisognava e bisogna pubblicare l’Avviso di mobilità intercompartimentale per la verifica di presenza di figure già presenti in altre Amministrazioni, che potevano e possono essere riassorbite dall’organico;

3. ma ancora, in via gradata, si doveva procedere al riassorbimento della personale della Polizia provinciale, ai sensi dell’ art.1, comma 423, della legge n. 190/2014. Lo stesso articolo si premura di sottolineare che, fino al completo assorbimento del personale addetto alla polizia provinciale, è fatto divieto agli Enti di procedere all’assunzione di personale da destinare a tale funzione con “qualsivoglia tipologia contrattuale”. Unica eccezione a tale divieto sono le assunzioni di carattere stagionale, di durata non superiore a cinque mesi, non prorogabili (mentre l’incarico conferito dal Sindaco Travaglini è della durata di tre (3) anni!).

E’ evidente, quindi, la volontà del legislatore che ha, non solo confermato, ma rafforzato quanto già previsto dal comma 424 dell’art. 1 della L. n. 190/2014, escludendo per le funzioni di polizia locale la possibilità di ricorso alle assunzioni, anche a tempo determinato, tranne per il personale stagionale, fino a quando non sarà riassorbito tutto il personale in soprannumero in tale funzione;

4. non ultima, la violazione della Legge 6/8/2015 N.125 di conversione del D.L. N.78 del 19/6/2015 in quanto "è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale";

5. ciò, nella sostanza ed in modo ampliato, viene anche richiamato dal vigente Regolamento Comunale degli Uffici e dei Servizi che dispone "In relazione al disposto dell'art.4, comma1, del CCNL 31/3/1999, i posti vacanti della dotazione organica che, in sede di programmazione triennale del fabbisogno del personale, non vengono destinati all'accesso dall'esterno, sono coperti, mediante selezione riservata al personale in servizio collocato nella categoria immediatamente inferiore";

6. la illegittimità di un Comune, componente di una Unione dei Comuni (art. 32 TUEL), come nel nostro caso, a conferire la responsabilità della vigilanza ad un professionista esterno, in luogo di un possibile convenzionamento dei servizi associati con uno o più comuni del proprio ambito (art.30 TUEL) a beneficio del contenimento dei costi (risparmio economico per i monteneresi) e della qualità dei servizi;

7. la lesione dei principi che presiedono al diritto di accesso al pubblico impiego laddove, invocando la necessità del rapporto fiduciario, si va invece a privilegiare l’incarico esterno fiduciario (come hanno fatto gli amministratori di Montenero di Bis.), a dispetto del buon andamento, dell’ imparzialità e del contenimento della spesa.

Orbene, Travaglini e la sua Giunta, non hanno affatto rispettato le suddette disposizioni di legge che, invece, risulterebbero tutte vìolate. Per Sindaco e Giunta, siffatta nomina rientrerebbe nella discrezionalità; mentre secondo il Consigliere Bozzelli è in violazione di leggi e regolamenti. Se a tutto ciò, si aggiunge che l’amministrazione Travaglini ha revocato un precedente avviso/bando, al quale non aveva partecipato colui che poi è risultato il designato, emanando un successivo avviso con l’aggiunta del requisito della “appartenenza alle forze di polizia”, che pare avesse solo colui che poi risulterà il designato, il resto è logica conseguenza. Il cerchio si chiude. Che dire, poi, della scelta direttamente ricaduta in capo ad un forestiero, già in servizio presso altro Corpo, previa una sommaria valutazione dei curricula? Di sicuro, l’amministrazione non ha valorizzato le professionalità interne all’Ente. Per concludere, ad avviso del Consigliere Bozzelli, i fatti devono essere inquadrati correttamente, per questo si reputa necessario valutare la sottoposizione della vicenda al vaglio della Corte di Cassazione. Nulla di personale, ma quando vi è il fondato sospetto di attività illegittima degli organi dell’Ente, è dovere del Consigliere comunale, nell’esercizio del munus publicum e di sindacato ispettivo, oltre che del controllo sulla correttezza e regolarità amministrativa dell’Ente, sottoporre la questione agli organi ed autorità preposte. L’esposto – è bene ribadirlo - veniva presentato a tutela dell’interesse pubblico e del buon andamento ed imparzialità della P.A., oltreché al fine di scongiurare lo sperpero del denaro pubblico, atteso che, ad avviso della scrivente, essendoci già figure all’interno della dotazione organica del Comune di Montenero, che ben potevano rivestire quel ruolo, la scelta della Giunta Travaglini va a comportare un esborso ulteriore ed ingiusto a carico dell’Ente e quindi della collettività montenerese. Tra l’altro, si ritiene pure che gli amministratori coinvolti in questa vicenda si trovino in conflitto d’interessi con l’Ente (che dovrebbero rappresentare?), per questo ci si auspica che si astengano dal chiedere il rimborso all’Ente comunale, delle spese legali per il procedimento penale che occupa".

 

 

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