L’ECLETTICO ANTONIO CORBO: L’ARTISTA MOLISANO DI FAMA INTERNAZIONALE - Molise Web giornale online molisano
ELENCO :: CULTURA
mercoledì, 07 giugno 2017
L’eclettico Antonio Corbo: l’artista molisano di fama internazionale
di Miriam Iacovantuono
 
Antonio Corbo
Un artista eclettico, Antonio Corbo, pittore ma anche poeta e attore, originario di Campobasso, il suo nome e le sue opere hanno varcato i confini nazionali. Infatti diverse sono state le sue mostre fuori dall’Italia e fin da giovanissimo ha esposto in giro per il mondo, a Londra, a Stoccolma, in Germania, ma anche a Shanghai e ancora in Libano a Beirut, in Egitto a Il Cairo negli anni ‘70 con una mostra galleggiante. Quest’anno le sue opere sono state a New York e a Washington e a dicembre del prossimo anno invece approderanno a Manhattan. 
Le ultime due esposizione all’estero, in ordine di tempo, sono state la Biennale di Barcellona che ha visto protagonisti diversi artisti internazionali e che è stata inaugurata alla presenza di Van Roy Dalì, figlio di Salvador Dalì e la ItaliArts la mostra di Budapest che si è chiusa lo scorso 31 maggio e che era dedicata esclusivamente ad artisti italiani contemporanei e che è stata curata dall’Istituto Italiano di Cultura.
Un nome noto quello di Corbo tanto da essere contattato da ogni angolo del mondo per esposizioni internazionali “il mio mondo ormai spazia – commenta – e a volte sono più le proposte che mi fanno a cui devo dire di no, non quelle alle quali posso partecipare”.
“Questi ambienti esteri sono molto importanti per un artista che vuole uscire fuori dal provincialismo – commenta Corbo – c’è un confronto a tutto tondo con gli altri artisti, con le loro forme d’arte, le più svariate. Mi sono trovato in contesti dove hanno operato, in queste mostre, pittori già storicizzati, che si studiano sui libri di storia dell’arte. È un po’ uscire fuori da quello che è il nostro ambiente”.
Esperienze importanti che non fanno rinnegare al pittore molisano tutto quello che ha fatto in Italia, dove per esempio ha partecipato alla Triennale di Verona con una mostra personale con critici come Vittorio Sgarbi e Paolo Levi o le esposizioni nella sua città, dove tornerà ad esporre a dicembre al Circolo Sannitico.
“Esporre a Campobasso è naturalmente una sensazione diversa – ha spiegato -, è comunque la mia città ed è giusto fare delle mostre anche qui, dove negli anni ’60, ’70 e inizio anni ’80 facevo anche due mostre all’anno. Un’esposizione importante a Campobasso è stata la Mostra Antologica al Palazzo Gil fatta nel 2014, opere che andavano dal 1963 al 2014, in cui ho esposto tutta la mia evoluzione”.
Antonio Corbo è un pittore che non ama ripetersi, per lui la pittura e l’arte devono essere una ricerca continua, “è un po’ una scommessa che faccio con me stesso e con le mie capacità, non mi piace fermarmi laddove sono riuscito a trovare l’interesse di tanta gente, voglio fare sempre altro”.
Diversi sono i supporti utilizzati dall’artista e vari i suoi modi di dipingere, ha sperimentato l’acrilico, l’olio, i gessi, il catrame e la china che ama molto, dell’ultimo periodo invece è l’utilizzo degli smalti. Ama lavorare con materiali che diventano materia, che dal momento in cui il colore si stempera, sulla tela crea piccole sculture. 
Vado avanti sempre nella ricerca di nuove forme d’arte, è sempre un’avventura porsi davanti a una tela o a un foglio bianco e non sapere da dove iniziare. C’è il bianco del foglio, il bianco della tela, arrivano le idee, i progetti, però è sempre un’esperienze nuova, ogni volta che si poggia un pennello o una matita, si sa da dove si comincia, ma non si sa dove si arriva”.
Davanti ad un’opera la scoperta la fa soprattutto chi guarda, infatti Corbo ha raccontato che in più occasioni alcuni visitatori si sono espressi in merito ai suoi quadri, notando particolari che lui non aveva visto. “C’è sempre un’attenzione nuova anche da parte dei visitatori che aprono in qualche modo gli occhi e la mente allo stesso artista. La pittura è molto soggettiva, sono abituato a dare dei titoli ai quadri, perché voglio dare un input a chi viene ad osservare le mie opere, però il titolo lo può dare chiunque, perché in un’opera chiunque guarda può vedere cose che in realtà all’artista sono sfuggite”.
Un’arte concettuale quella di Corbo, dove c’è l’astrattismo, ma anche traccia del figurativo che non lo fa estraniare completamente dalla realtà figurativa che lo circonda, infatti ha spiegato che insieme a lavori astratti ci sono lavori che possono essere considerati astratti solo a metà. “Quando mi avvicino ad un tema che può essere per esempio quello degli alberi, vedo il percorso dell’uomo. Spesso non solo amo raffigurare questi alberi con le loro chiome maestose e con le radici ben soppiantate nel terreno, ma delle volte dipingo solo dei tronchi o alberi spogli per rifarmi alla condizione umana, il dolore universale dell’uomo, ancora di più reso dalla tecnica della china, il contrasto del bianco e nero che rende le opere ancora più drammatiche”.
Antonio Corbo, non solo pittore, ma anche poeta, pittura e poesia che si incastrano e che l’una ispira l’altra, infatti “spesso è la poesia che mi fa spaziare e andare alla pittura e viceversa, e lo faccio da sempre”. Tante le liriche di Corbo e negli ultimi tempi sono state pubblicate nei cataloghi, quasi a commento delle opere pittoriche.
Un’altra passione dell’artista molisano è stata il teatro che ha praticato per più di trent’anni. Ma al primo posto c’è sempre la pittura che viene ispirata dalle sue esperienze di vita, dagli usi e costumi dei posti che ha visitato e dai rapporti con la gente, suoi colleghi, ma anche visitatori delle sue esposizioni.
Le esperienze che ha fatto in questi anni, soprattutto fuori dall’Italia, lo hanno segnato positivamente “mi hanno dato la possibilità di confrontarmi e allargare i miei orizzonti – ha detto -. Non è più come negli anni ’60, ’70 e ’80 quando si creavano dei veri circoli tra i vari artisti, oggi tutti corrono una corsa individualistica e ci sono gelosie. Io cerco di superare tutto questo – ha commentato Corbo – e mettendomi in contatto con altri artisti svuoto la mia carica espressiva agli altri come loro fanno con me e così queste esperienze diventano positive. Continuerò a farle perché mi proiettano verso un mondo che non è fatto di provincialismo”.
Un artista Antonio Corbo che, dunque, tiene alto l’onore di Campobasso, ma anche del Molise dove non sempre ci si accorge di artisti di fama internazionale come lui.
 

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