IL BRICKOUT, LA SALA CONCERTI CAMPOBASSANA CHIUDE I BATTENTI CON I “LAPINGRA” MA C’è CHI SPERA SI TRATTI SOLO DI UN ARRIVEDERCI - Molise Web giornale online molisano
mercoledì, 17 maggio 2017
Il Brickout, la sala concerti campobassana chiude i battenti con i “Lapingra” ma c’è chi spera si tratti solo di un arrivederci

di Laura D'Ambrosio

Si spengono i riflettori sul palco del Brickout e non si sa se si tratterà di un temporaneo cortocircuito o di un blackout irreversibile.

La sala concerti situata al centro di Campobasso e riconosciuta tra le cinque più rinomate in Italia sembra intenzionata, giocoforza, a chiudere i battenti.

Una scommessa coraggiosa quella dei quattro soci fondatori dell’”Associazione Culturale Frastuono” (affiliata Arci), Andrea Zita, Rita Niccoli, Gianmaria Oltre e Paolo Clericuzio, che a giugno 2015 decidono di mettersi in gioco allo scopo di riportare la città nel giro della musica dal vivo che conta, con l’anima di chi crede in quello che fa nel nome della musica.

L’idea è quella di creare uno spazio di cultura musicale a 360° aperto a tutti i generi e destinato ad orecchi sapienti e non, ma anche alle varie iniziative proposte dai soci stessi come presentazioni di libri, degustazioni, dibattiti culturali. Quindi sicuramente un luogo di ritrovo e d’incontro per molti giovani campobassani e non solo, in alternativa alla solita birra ai pub.

La comunicazione di un triste epilogo che arriva come una nota stonata ai timpani dei 1900 tesserati che hanno dato vita ad una vera e propria mobilitazione virtuale e riunitisi ieri in assemblea, al fine di presentare proposte alternative e scongiurare così la chiusura dell’ennesima saracinesca. Crowdfunding, finanziamenti europei, incremento delle presenze settimanali agli eventi per coprire quantomeno le spese fisse, una mega festa con annessa raccolta fondi attraverso la vendita di gadget realizzati artigianalmente dai soci stessi, ma le scadenze sono imminenti e ciò di cui si necessita è una soluzione definitiva. Certamente, i fondatori non ci stanno ad assistere ad una lenta agonia con un conseguente spreco inutile di energie e risorse economiche.

“Siamo soddisfatti di ciò che abbiamo realizzato in questi anni e il rammarico è tanto visto che purtroppo non chiudiamo per volontà nostra – dice uno dei fondatori Andrea Zita – ma a causa di varie contingenze quali i numeri, l’interesse e la partecipazione sui quali contavamo e che ora non ci permettono più di far fronte alle spese anche e soprattutto in previsione della chiusura estiva”.

Sembra, infatti, che sia stato proprio il sostegno dei soci a venir meno nell’ultimo anno e quello dei fedelissimi non è certo bastato a sbarcare il lunario costringendo “i fondatori del Frastuono” a rimettere i remi in barca.

Vien da chiedersi allora, quali siano le reali motivazioni che portano alla débacle di queste piccole realtà culturali che si pongono l’audace obiettivo di portare qualcosa di nuovo in questa città.

La crisi? La frequentazione del locale solito al quale non si vuole rinunciare perché “lì van tutti”? La pigrizia e l’apatia di un contesto quale può essere quello cittadino che sta fagocitando via via i suoi stessi abitanti? L’immigrazione giovanile che riduce notevolmente il target di riferimento?

Qualora fosse così, allora davvero abbiamo contribuito tutti a zittire questo frastuono culturale che se non è partecipato ha davvero poche speranze di continuare a farsi sentire. Sarebbe bastato poco o forse troppo, chi lo sa, per contribuire a mantenere vivo questo suono che dal prossimo settembre smetterà di animare le serate infrasettimanali e i weekend del giovane “campuasciano” forse fin troppo abituato a lamentarsi di tutto e finanche di quello che c’è.

Il 21 maggio prossimo a calcare il palco del Brickout sarà il gruppo molisano e romano dei “Lapingra” che sigleranno il “the End” dell’anno musicale del club campobassano che ha visto esibirsi artisti influenti italiani e stranieri come “Calibro 35”, “Diaframma”, “ZU”, “Mother Island” e tanti altri.

C’è chi è pronto a scommettere che non è detta l’ultima parola e magari questi mesi estivi di pausa serviranno solo ad “accordare” le menti per “suonare” una soluzione capace di trasformare l’inevitabile in possibile, ma questa volta si necessiterà di un “up to you” che riempia più di una scatola in nome della buona musica e del bel sentire. “The show must go on!”

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